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PoliticaCGIL Mazara. Riorganizzazione del sistema di rete dell’emergenza-urgenza della Regione Siciliana

"Le nostre maledizioni"

Le nostre maledizioni

Il documento metodologico per la riorganizzazione del sistema di rete dell’emergenza-urgenza della Regione Siciliana è stato scritto da un mostro senza cervello.

Siamo davanti a un disastro annunciato che rischia di “disseminare di cadaveri “ le strade della Sicilia occidentale e di una buona parte della provincia di Trapani.

Viene mortificata tutta l’aria che da Mazara del Vallo si allunga verso la città di Alcamo, passando per Campobello, Castelvetrano e per tutta la Valle del Belìce. Mentre, non si comprende con quali criteri una piccola provincia come Ragusa è sede di tre ospedali di primo livello, di cui uno a Modica, che è distante appena 10 chilometri da Ragusa.

Si fa riferimento al Decreto Ministeriale n° 70 sugli stardard ospedalieri e al suo Regolamento, ma, poi, si procede ad adottare un documento contraddittorio e incoerente.

Sono state fatte scelte non in rapporto alle esigenze dei cittadini, ma in riferimento a considerazioni di natura elettorale, compiacendo corporazioni e gruppi di potere.

Tutte le scelte operate sono accompagnate da una serie di promesse che riguardano servizi che vengono spacciati per reparti aggiuntivi e dalla illusoria prospettiva di migliaia di nuove assunzioni.

Nessuno spiega, però, come sarà possibile conciliare le dichiarazioni dell’assessore regionale alla malattia che riguardano la stabilizzazione del personale attualmente in servizio con contratti precari e a termine, la gestione dei processi di mobilità, lo scorrimento delle graduatorie e le nuove assunzioni di personale nella sanità con la necessità (anzi l’obbligo) di ridurre il deficit delle aziende sanitarie siciliane.

E mentre il ministro Lorenzin denuncia che la Sicilia non riesce a garantire il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza, registriamo quella che ormai è chiaramente diventata una contesa elettorale tra il sottosegretario Faraone, il Presidente della Regione e l’assessore regionale alla Malattia.

Il prezzo sarà pagato dai siciliani e dai cittadini di questo nostro territorio.

L’ospedale “Abele Aiello”, possibile punto di riferimento di un vasto bacino di utenza (che ancora rimane chiuso) subisce una nuova mortificazione, per colpa del governo regionale, ma anche, e soprattutto, di una classe dirigente locale servile ai calcoli della politica regionale.

Esce sconfitto e umiliato anche il “buonismo” dell’Amministrazione comunale di Mazara, che ha rinunciato ad esercitare qualsiasi forma di pressione e di contestazione.

Sulla pelle dei cittadini mazaresi si è realizzato un tacito accordo di non interferenza, di non invasione di campo, per puri interessi di parte.

In ogni caso, il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera nasce, senza un’adeguata attenzione alla medicina del territorio, e pertanto causerà un grave affollamento degli ospedali e dei pronto soccorso per patologie curabili altrove.

Inoltre, appaiono non solo trascurati, ma addirittura scomparsi, dai programmi dell’assessorato regionale alla malattia, i temi della prevenzione e della diagnosi precoce.

Il governo regionale ha rinunciato alla possibilità di garantire un’effettiva risposta ai bisogni e alle esigenze delle nostre popolazioni.

Non c’è un destino cinico e baro che si accanisce sulle popolazioni siciliane.

Politici e burocrati, con un nome e un cognome, porteranno la responsabilità per il ripetersi o per l’aggravarsi di tanti disservizi. E su di essi, non sul personale medico e sanitario, che dovranno essere indirizzate le nostre future maledizioni.

 

Mazara lì 1 aprile 2017

 

Il segretario CGIL-Camera del Lavoro di Mazara

                  dott. Vito Gancitano

1/4/2017 | 07:30

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