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Attualità

AttualitàAppello del Coordinamento all'unità per il porto di Mazara

Il Coordinamento della Filiera Ittica di Mazara è stato istituito dai legittimi rappresentanti delle categorie ed è un comitato aperto, inclusivo e paritetico dove democraticamente si discutono le problematiche relative ai temi della marineria di Mazara che per anni è stata divisa, frammentata e piena di contraddizioni e contrasti.

Il Coordinamento fin dal suo debutto ha voluto misurare l'unità di intenti sui temi fondamentali per il rilancio dell'economia e per il lavoro a Mazara del Vallo, capitale della pesca del Mediterraneo.

Una delle tematiche più importanti che il Comitato ha affrontato è la complessa questione del Porto.

Come a tutti ben noto, il porto di Mazara è senza illuminazione ed è innavigabile per la maggior parte della sua estensione.

Questo stato di cose arreca forte nocumento agli operatori del mare (tutti rappresentati nel Coordinamento) ed ha causato danni enormi all'economia e fortemente intaccato i livelli occupazionali. Si calcola che a causa di questo grave deficit infrastrutturale siano stati persi oltre 2.000 posti di lavoro. Questa è un'emergenza!

Il Coordinamento si è fatto carico di “riesumare” una serie di procedimenti amministrativi riguardanti il porto di Mazara che si trovavano per così dire su un "binario morto". Con una incalzante assiduità ha stimolato tutte le competenti Amministrazioni facendo le legittime pressioni e vigilando affinché venissero rimesse nella giusta carreggiata pratiche che di fatto si erano arenate.

Le pratiche riguardanti il porto di cui il Coordinamento si sta occupando sono tre:

1) Progetto di escavazione dei 50.000 metri cubi a cura del Commissario per il Contrasto al Dissesto Idrogeologico (MIT);

2) Progetto relativo all'illuminazione ed altri servizi. Soggetto attuatore: Assessorato regionale alle Infrastrutture a valere sul Piano Sud;

3) Progetto di ammodernamento delle strutture portuali e della logistica. Soggetto attuatore Assessorato regionale alle Infrastrutture a valere sul POC 2014-20 (fondo sviluppo e coesione).

Il primo obiettivo che il Coordinamento ha deciso di perseguire è quello dell'escavazione del porto. Non è stato trascurato nessun dettaglio, si è lavorato, in prima battuta, per sensibilizzare e spingere tutte le Amministrazioni interessate a produrre gli atti dovuti.

E qui entra in scena la complessa e pirandelliana vicenda dello sversamento dei fanghi nella "famigerata" Colmata B.

Abbiamo “assistito ed accompagnato” tutti gli “attori” al parto di atti finalizzati all'escavazione (acquisizione pareri, conferenze di servizio, incontri a Palermo, a Roma, a Mazara, gara di appalto e tanto altro).

E' bene che tutti sappiano che la sorte ed il futuro del porto di Mazara e la sua sopravvivenza dipendono dal destino della Colmata B.

La questione è dirimente: infatti sversare il materiale in discarica, come inizialmente imposto dalla Regione, e non in Colmata B (come previsto dal progetto esecutivo) comporterebbe un costo dieci volte superiore. Ciò equivale a dire: niente sversamento, niente porto!

Perciò il Coordinamento si è dato l'onere (altri Enti, diligentemente, avrebbero dovuto negli anni occuparsi di ciò) di fare una ricerca rigorosa, neutrale ed oggettiva sul piano giuridico-legale, amministrativo e tecnico per capire le ragioni giuridiche che impedirebbero il trasferimento del materiale dragato in Colmata B.

Nonostante il sincero e fattivo impegno di alcune istituzioni, gli scrupolosi ed obiettivi studi hanno fatto emergere lacune, contraddizioni, timori, superficialità e camuffamenti in capo a molti attori interni ed esterni al procedimento.

Tali approfonditi studi ci permettono oggi di affermare con assoluta certezza: la Colmata B è area destinata, nell'ambito del Piano Regolatore Portuale in vigore e nel rispetto della normativa vigente, giustappunto a Colmata. Cioè è il sito legittimamente destinato ad essere utilizzato a tale scopo.

I ritardi, gli errori, le omissioni, le distrazioni ed il deficit di comunicazione fra gli enti preposti, alimentati da una propaganda distorsiva, hanno generato negli anni gli appetiti di vari soggetti mossi da interessi diversi.

A quanti oggi affermano con superficialità che il dragaggio del porto si può già fare, basta trovare una soluzione alternativa (facile a dirsi!!) rispondiamo che l’unico interesse perseguito dal Coordinamento è l’escavazione del porto e non, certamente, la destinazione dei fanghi.

A quanti affermano con livore (per darsi un ruolo?) che il Coordinamento sta facendo perdere tempo, insinuando malignamente il sospetto di interessi personali sulla colmata da parte dei membri dello stesso, rispondiamo con forza e determinazione che i componenti del Coordinamento (firmatari di questo documento) sono mossi dagli interessi delle migliaia di persone appartenenti alle categorie in esso rappresentate, nonché dagli interessi di un'intera comunità che dal porto, direttamente o indirettamente, ha tratto e può ancora trarre il proprio sostentamento.

E' fondamentale però che la cittadinanza si renda conto che solo uniti si può arrivare al raggiungimento di questo importante obiettivo.

E' una corsa contro il tempo. Perciò invitiamo tutti i cittadini mazaresi ad unirsi al Coordinamento della filiera ittica per sostenere questa giusta battaglia a fianco (e non contro) le istituzioni per riaffermare il sacrosanto diritto di ridare a Mazara del Vallo il suo porto: navigabile, fruibile, illuminato.

 

comunicato stampa

31/3/2017 | 11:39

© RIPRODUZIONE RISERVATA Visualizzazioni 108  |  di Redazione , autore

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APR

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Il porto non può essere solo degli addetti ai lavori

Enzo Sciabica - Il comunicato della Filiera non fa che rafforzare il sospetto di mire per l'area della cosiddetta Colmata B. L'area portuale, se la Colmata B ne è parte integrante, non può essere solo appannaggio degli "addetti ai lavori". Lo ha lasciato comprendere anche Tommaso Macaddino il 14/3/2000, aderente alla Filiera Ittica, allora in rappresentanza della UIL-CGIL-CISL. Esibisca la Filiera la "ricerca rigorosa", lo studio per capire il motivo per cui non sarebbe possibile scaricare i fanghi in Colmata B e, con le leggi alla mano, tutti potremo eventualmente prenderne atto. La movimentazione dei materiali dragati oggi costa di più, ma se lo vuole la legge (motivazioni validissime, inoppugnabili) che facciamo ci giriamo dall'altra parte o non si faremo più dragaggi? Tutto dipende da ciò che si programma e da ciò che si chiede. Volere espandere il porto al limite della spiaggia di Tonnarella, come si può percepire anche dal comunicato della Filiera, senza le adeguate Valutazioni ambientali, come volute dalla legge, non porta a niente. Lo facciano presente i rappresentanti della Filiera a chi potrebbe consigliarli male.

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